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UNA VITTORIA PER DAVIDE

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DUBBI PRE-GARA

Si conclude con un secco 3-0 l’anticipo della 28a giornata di Serie A, che ha visto affrontarsi Roma e Torino.

Le due compagini sono le prime ad indossare la speciale maglia commemorativa di Davide Astori, con la quale scenderanno in campo tutte le squadre della Serie A per questo turno, per omaggiare l’ex capitano viola a quasi una settimana dalla sua tragica scomparsa.

Tante le assenze sia da una parte che dall’altra con Di Francesco costretto a rinunciare a Dzeko e Fazio, ammoniti nella gara del San Paolo in seguito alla diffida, e con  Mazzarri che deve fare a meno su tutti di Ljaic, Obi e Molinaro.

Si mette una mano sul cuore il capitano della Roma, Daniele De Rossi, che, nonostante l’immenso e straziante dolore causato dalla morte dell’amico Astori, decide lo stesso di scendere in campo per onorare al massimo il suo ex-compagno di squadra.

Parte titolare per forza di cose Patrik Schick, che si posiziona al centro dell’attacco, insieme a Stephan El Shaarawy, facendo accomodare Perotti in panchina in vista della partita di martedì contro lo Shakhtar Donetsk.

L’OLIMPICO RICORDA DAVIDE ASTORI

E’ sulle note de “Le Rondini” di Lucio Dalla che il pubblico dell’Olimpico ricorda il compianto Davide Astori, un atleta che in quello stadio aveva anche passato una stagione, seppur tra alti e bassi, proprio con la maglia giallorossa.

Sono due tributi. Uno nella cornice pre-partita, un video raffigurante i suoi migliori momenti con la Roma, accompagnato dagli scroscianti e sentiti applausi di tutti gli spettatori.

Poi, il minuto di silenzio, con il capolavoro del cantautore bolognese di sottofondo, eseguito in maniera, com’è giusto che sia, anticonvenzionale, con tutti i 22 titolari delle due squadre che, in ordine sparso, si stringono sulla linea di centrocampo a dimostrazione che, dinanzi a certe tragedie, non esiste più alcun colore.

 

Le lacrime arrivano da quello dalla scorza più ruvida, con la pelle più dura, Radja Nainggolan, compagno di squadra del grande Asto sia a Cagliari che a Roma, inquadrato fugacemente mentre cerca di scrollarsi di dosso tutto il dolore poco prima del calcio di inizio.

Non è facile, ma si comincia.

UN’ORA DI NOIA

I padroni di casa non riescono ad ingranare subito come a Napoli. El Shaarawy è spesso avulso dalla manovra offensiva, praticamente invisibile, e quando si propone appare impacciato ed impreciso.

Schick non aggredisce nè il pallone nè tantomeno gli spazi, impedendo a tutti i presenti di prendere atto delle sue grandi qualità tecniche.

Under si ritrova quindi senza punti di riferimento veri e propri e, malgrado qualche ottimo spunto e diversi dribbling interessanti, non riesce a produrre pericoli concreti.

Il centrocampo dimostra un’ottima tenuta, con Nainggolan molto presente a far da collante con l’attacco, Strootman come sempre efficace a livello di interdizione e De Rossi particolarmente ispirato in fase di impostazione.

Manolas e Juan Jesus spennano il Gallo, nonostante la macchinosità del brasiliano in fase di disimpegno.

Kolarov, invece, è  preda fin troppo vulnerabile del veleno emanato dall’ex di turno Iago Falque. E’ proprio in seguito ad una discesa sulla destra dello spagnolo che Belotti ha l’opportunità di battere a rete da distanza ravvicinata, ma la sua conclusione trova la prodigiosa opposizione di Kostas Manolas. 

 

Falque non trova pace e poco dopo fa partire un tiro a giro imprendibile per chiunque. Non per Alisson, che si distende e devia in angolo e fa rimanere in gola l’urlo di gioia del numero 14 granata.

 

In seguito, si assiste a uno dei pochi errori della partita di De Rossi, che perde un pallone sui trenta metri a favore di Acquah che, a tu per tu con Alisson, si fa neutralizzare la conclusione da O goleiro gato.

 

DAMMI UN NAINGGOLAN SULLA TREQUARTI E TI DARO’ TRE PUNTI

La Roma chiude il primo tempo con zero occasioni prodotte e con la consapevolezza di dover dare una svolta alla gara.

L’inizio della seconda frazione è caratterizzato dallo spostamento di Nainggolan a ridosso di Schick, mossa che sarà fondamentale per le sorti della gara.

Il primo squillo è dato da Florenzi che, sugli sviluppi di una punizione, conclude in porta trovando una deviazione di un granata che mette fuori causa Sirigu il quale può tirare un sospiro di sollievo nel vedere la sfera spegnersi di poco alla sua sinistra.

La Roma è ordinata e propositiva e dalla catena di destra della premiata ditta Under-Florenzi provengono i palloni migliori, come quello che al 56′ il Bello de Nonna pennella al centro per la testa di Manolas, che di testa batte Sirigu per il vantaggio giallorosso.

Corre, Leonida, corre a perdifiato alla ricerca di uno spazio verde libero in cui inginocchiarsi per dedicare all’amico scomparso questo gol. Erano arrivati a Trigoria nella stessa sessione di mercato, le loro strade si erano divise a fine stagione, ma la loro amicizia è sempre rimasta.

 

Al 73′ la Roma fa il bis. Tutto parte da una punizione da posizione defilata battuta da Florenzi, che trova la pronta risposta della barriera granata. La palla si alza a campanile e viene scodellata in area di testa da Nainggolan con De Rossi che, con l’istinto del bomber d’eccezione, in spaccata indirizza il pallone alla destra di Sirigu

Di solito il capitano giallorosso in seguito a un gol non esita a correre a perdifiato verso la Curva Sud mentre bacia qualsiasi punto raggiungibile della maglia, ma questa volta è diverso. Questa volta non se la sente di esultare, non sarebbe giusto gioire, non è ancora il momento per farlo, ma si limita a stringersi in un forte abbraccio con i suoi compagni che, ora più che mai, vuole sentire vicini e presenti.

Nei minuti di recupero arriva anche il terzo gol, dopo un grande contropiede condotto da Nainggolan che, arrivato a ridosso dei venti metri, serve Pellegrini che firma il 3-0 finale.

 

TRE PUNTI IMPORTANTI

E’ una vittoria essenziale per la Roma, che procede sulla strada imboccata a Napoli, arrivando con il miglior stato mentale alla partita decisiva di martedì contro lo Shakhtar.

Rimane salda al terzo posto la squadra capitolina, anche se Inter e Lazio hanno partite da recuperare.

Il segnale migliore è sicuramente quello dato da Florenzi, che dopo una parte centrale di stagione per niente all”alteza delle aspettative, mette in fila la seconda grande prestazione consecutiva, segno di una ripresa sicuramente in atto.

Schick, invece, è il rebus da risolvere. Oggi più che mai vengono messi in evidenza i suoi difetti, come la poca esplosività e la scarsa aggressività che mettono in secondo piano le giocate sopraffine, che pure ieri non sono mancate.

 

Alisson e Manolas sono le sicurezze, Kolarov, invece, è il fratello stanco di quel terzino fenomenale visto a inizio stagione, a dimostrazione di quanto il serbo necessiti di riposo.

De Rossi è il cuore, l’anima, il volto più umano di questa squadra. Con il morale a pezzi per il lutto sforna la miglior prestazione della stagione andando in rete per la prima volta in campionato e non facendo passare nessuno con le buone e con le cattive.

 

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ADESSO AVANTI

Ora più che mai la Roma è chiamata a viaggiare spedita e a non guardarsi indietro per nessuna ragione al mondo.

Quella contro lo Shakhtar è la partita che può decidere buona parte dell’operato di questa squadra, che è chiamata a scendere in campo con le stesse motivazioni di questi giorni.

Ora più che mai, Daje Roma.

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