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SPAL “SOTTO SCHICK”

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Tenere duro e non distrarsi. Il dictat di Di Francesco alla vigilia di Spal-Roma sembra abbastanza chiaro, e non potrebbe non esserlo. I giallorossi, dopo la trasferta di Ferrara, saranno chiamati a giocare per qualcosa di imprevedibile, di inspiegabile, ma che, tuttavia, ora è improvvisamente alla portata, dopo 34 anni da quando, per un soffio, non si tagliò il traguardo per primi.

Può capitare, dunque, che la testa e la mente non inquadrino il modus operandi da adottare, e che si lascino al caso partite apparentemente semplici, ma che vanno affrontate con una forte cattiveria agonistica.

Il messaggio del mister è stato recepito dai giocatori e ieri, al Paolo Mazza di Ferrara, non c’è stata storia.

Una prova talmente buona e convincente, da veder protagonista assoluto (stavolta in positivo) il talento inespresso, il ceco dai piedi buoni che però nun scrucchia”, Patrik Schick.

TURN OVER RAGIONATO

Ad ogni modo, un occhio ad Anfield va buttato e Di Francesco lo sa. D’altro canto, il turn over non è ampio come quello proposto contro il Genoa.

Il tecnico abruzzese decide di schierare la difesa a 4 con Fazio e Manolas centrali, e di lasciare a casa Aleksandar Kolarov, per mettere finalmente in mostra Jonathan Silva, oggetto misterioso all’interno del “Centro Sportivo Fulvio Bernardini”. Gonalons prende  nuovamente le chiavi della mediana al posto di De Rossi, dopo la prova soddisfacente di mercoledì sera. Bruno Peres va ad occupare l’out di destra per lasciar riposare Florenzi, mentre Nainggolan si piazza, insieme ad El Shaarawy, a ridosso dell’unica punta Schick, permettendo a Pellegrini di prendere il suo posto a centrocampo.

La Spal non perde da otto gare ed è riuscita ad inchiodare sul pareggio perfino la Juventus. Una partita che non si prospetta per niente facile, e che va affrontata con lucidità, in un Paolo Mazza pienissimo.

IN CRESCENDO

I giallorossi possono constatare l’aggressività degli Estensi sin dalle prime battute quando, in seguito ad una forte pressione messa dai biancazzurri alla retroguardia ospite, Antenucci tenta di liberarsi della marcatura di Fazio, ma cade a terra in area dopo un presunto contrasto con l’argentino.

Tagliavento fa cenno al capitano spallino di rialzarsi e, come risultato, viene presto circondato dai padroni di casa. Un episodio dubbio per il quale si sarebbe potuto, quantomeno, utilizzare il VAR.

Tuttavia, la spinta della squadra della capitale viene alimentata dall’ottimo stato di forma di El Shaarawy e di Nainggolan, ed è inevitabile che, al 32′, arrivi il primo squillo dei giallorossi; gran recupero di Schick, che fa partire un contrattacco negli ultimi quaranta metri, Strootman allarga per Pellegrini, che mette in mezzo, contando di ritrovare l’olandese pronto a finalizzare l’azione. La palla finisce in rete, ma a deviare è il difensore biancazzurro, Francesco Vicari, scuola Roma ma grandissimo tifoso della Lazio.

 

La Roma ha altre tre occasioni per fare il bis, ma sia Pellegrini, che El Shaarawy, che Nainggolan non sono abbastanza lucidi e ora si fanno ipnotizzare da uno straordinario Meret, ora concludono spedendo il pallone fuori di poco.

Il secondo tempo inizia con la Roma determinata a chiuderla in tempi brevi. Ci riesce al 51′ con Nainggolan che, negli sviluppi di un calcio di punizione, raccoglie sul limite dell’area la respinta di un difensore spallino e, al volo, con una rasoiata di esterno collo, che solo lui può tirar fuori dal cilindro, batte Meret per il raddoppio giallorosso. Quarto gol in campionato per il Ninja, autore di una prestazione ottima e di grande quantità.

La Roma continua a proporre con El Shaarawy che entra in area e va alla conclusione, ma trova un altro splendido intervento del talentuosissimo Alex Meret.

La Spal non sta con le mani in mano e, poco dopo, si rende pericolosa con Paloschi, che raccoglie un lancio dalle retrovie, si libera di Manolas e Fazio e calcia in porta, ma trova una grande risposta di Alisson.

La Roma decide, allora, di chiudere i giochi al 58′ con Pellegrini che mette in mezzo un gran cross per Schick, che di testa abbatte tutti blocchi, tutte le pressioni e realizza il suo primo gol in giallorosso in campionato, a coronamento di una prestazione veramente pregevole, degna di lui.

La gara perde dunque mordente e, a parte un colpo di testa di El Shaarawy che si stampa sul palo, non c’è più nulla da segnalare.

ORA E’ IL MOMENTO

La Roma guadagna tre punti importanti, grazie anche all’ottima prestazione dei tre più criticati: Schick, Peres e Gonalons. La squadra di Di Francesco mantiene il terzo posto a pari punti con la Lazio e con l’Inter alle calcagna.

Adesso è tempo di pensare alle notti che possono regalare dei sogni da cui non ci si vorrebbe svegliare mai, per nulla al mondo. Ora Anfield Road aspetta. Lui, pregno di storia, riceverà i giallorossi, la cui realtà non si è mai avvicinata così tanto ai sogni. L’imperativo, ora, è uscire dagli schemi convenzionali, come in quella sera del 10 aprile, quando Manolas adagiò in rete tutte le speranze, tutta l’assurdità e tutta l’utopia di quella sera.

Adesso i lupi hanno fame, adesso il branco si muove imperterrito verso Nord, direzione Liverpool, Inghilterra. Ora è arrivato il momento.

 

 

 

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