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ROMA-SHAKHTAR DONETSK: LE PAGELLE DI ROMA CREW

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La Roma raggiunge i quarti di finale di Champions League a distanza di dieci anni dall’ultima volta battendo lo Shakhtar Donetsk all’Olimpico per 1-0 dopo che nella gara di andata erano stati gli ucraini ad uscire vittoriosi con il risultato di 2-1.

Alla luce di questa piccola grande impresa compiuta dalla squadra allenata da Di Francesco, andiamo ad analizzare nel dettaglio le prestazioni individuali dei giallorossi.

ALISSON 6: Il sontuoso lavoro del reparto arretrato gli fa passare una serata tranquilla a livello di interventi. Attento nel gioco con i piedi e nelle uscite.

FLORENZI 6.5: Grinta, anima, tenacia, cuore. Questo è Alessandro Florenzi. Spinge come un forsennato nel primo tempo, nel secondo si limita a coprire su Bernard. Poco brillante in fase di disimpegno, talvolta impacciato, ma nulla di grave.

MANOLAS 7: E’ in uno stato di forma strabiliante. Nel primo tempo tenta di impostare l’azione con risultati penosi, ma nella seconda frazione, quando è davvero il momento di tirar fuori gli attributi, non fa passare nemmeno l’aria.

FAZIO 7.5: Il generale comanda a tutto campo. E’ il primo a farsi avanti palla al piede dalle retrovie e l’ultimo a cedere spazi ai fantasisti dello Shakhtar.

KOLAROV 7: La catena di sinistra riapre i battenti ed oggi lo ritroviamo protagonista di tante belle discese da cui parte la maggior parte delle occasioni create dalla Roma nel primo tempo. Ti vogliamo così.

DE ROSSI 7: Il gladiatore non si tira mai indietro, non si risparmia mai, la sua forza non svilisce mai. Un guerriero da legione. Partita di enorme sacrificio e carattere del capitano. Unica macchia, una leggerezza che per poco non finiva per favorire Ferreyra.

STROOTMAN 7: Il lancio vale un voto in più. Dopo cinquanta minuti passati a fare il taglialegna, si maschera da Totti e inventa un assist per Dzeko che da solo paga il prezzo del biglietto.

NAINGGOLAN 7: “Chi vuole avanzare, passi attraverso il mio cadavere”. Ci sarebbe morto per davvero in campo il Ninja, qualora fosse stato necessario. Un pressing asfissiante e il soliti calzettoni strappati per la tanta corsa.

UNDER 5: E’ un altro, ma è pienamente perdonato. Non comunica bene come fa di solito con Florenzi e l’accurata attenzione che la difesa ucraina gli riserva gli impedisce di esprimersi al meglio; dal 20 s.t. GERSON 6: Entra e ha subito un’occasione buona per chiuderla, ma conclude con troppa sufficienza. Si riscatta recuperando tanti palloni e dando una grossa mano sia a centrocampo sia sull’out di destra.

PEROTTI 7: Meriterebbe di più, ma l’occasione sciupata poco dopo il gol del vantaggio è una penalità nell’ambito della sua prestazione fatta sia di grandi spunti offensivi, sia di alcuni sorprendenti recuperi palla. Tutte le ripartenze più importanti sono condotte da lui.

DZEKO 8: Con il gol di oggi si riserva un bel posticino tra i grandi della storia della Roma. Nel primo tempo è visibile solo ed esclusivamente per il grande pressing attuato su Pyatov, nella seconda frazione è semplicemente incontenibile: segna il gol del vantaggio con estrema freddezza, rischia di fare il bis con una giocata fenomenale e causa l’espulsione di Ordets che costringe lo Shakhtar a concludere in dieci uomini. Ancora una volta, grazi Edin;        dal 44 s.t. El Shaarawy s.v.

DI FRANCESCO 7: La prepara bene e alla fine è ripagato dai suoi giocatori. Si ritrova ai quarti di Champions League da debuttante e, sinceramente, ci auguriamo siano i primi di una lunga serie (sulla panchina della Roma).

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