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ROMA FIORENTINA 0-2. SCONFITTI E DEMORALIZZATI

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La Roma perde in casa contro la Fiorentina, inanellando il secondo k.o. consecutivo nel giro di tre giorni e collezionando così solo un punto nelle ultime due gare di campionato.

I giallorossi vanno in svantaggio quasi subito e tentano in ogni modo di riprendere i gigliati, ma finiscono per subire il secondo gol. La sfortuna, la poca concretezza e la macchinosità del gioco portano gli uomini di Di Francesco ad ottenere l’undicesima sconfitta stagionale (sette in Serie A, tre in Champions League e una in Coppa Italia).

TURNOVER INGRATO

In vista dei molteplici impegni imminenti (il ritorno del quarto di finale contro il Barcellona e il derby), Di Francesco opta per un turnover ragionato ma, allo stesso tempo, radicale. Defrel, data l’indisponibilità di Under, viene piazzato sulla destra, Peres viene riconfermato dopo la buona prestazione di mercoledì, Gonalons riceve un’ulteriore chance di dare una svolta alla sua avventura a Roma andando a rilevare De Rossi sulla mediana, El Shaarawy rimpiazza l’infortunato dell’ultim’ora, Diego Perotti,Juan Jesus fa rifiatare uno stremato Kolarov, in attesa di Jonathan Silva.

Tuttavia, siamo al 7′ quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Benassi riceve un cross rasoterra dalla sinistra e col mancino di prima batte un impotente Alisson.

La doccia si raffredda subito per la Roma, che prova subito a ritrovare la quadra. Gonalons amministra palla in maniera lenta e prevedibile e Nainggolan è impreciso e frenetico nel possesso. Pochi minuti dopo il gol del vantaggio viola, Strootman tenta una conclusione che fa tornare alla mente i tempi migliori, a cui, però, si oppone Sportiello, che devia in angolo.

La Roma è inefficace sul versante sinistro, orfana di Kolarov, pertanto cerca di arrivare dalle parti dell’area gigliata partendo da destra. Bruno Peres risponde presente e tenta spesso la giocata personale, spesso con successo, tant’è che dai suoi piedi parte un traversone insidioso che genera un incomprensione tra Sportiello e Vitor Hugo, il portiere viola esce a vuoto, permettendo a Dzeko di avventarsi sul pallone, il bosniaco però colpisce male e da pochi passi centra il palo.

Defrel non dà garanzie e sembra tutt’altro rispetto al giocatore che stava per accorciare le distanze al Camp Nou, mentre El Shaarawy prova a destreggiarsi, venendo però puntualmente fermato dalla difesa viola.

Al 40′ la Fiorentina ritorna a farsi vedere dalle parti di Alisson con Simeone, che prende palla sulla trequarti indisturbato (Gonalons  nel frattempo lo stava guardando) e punta l’area di rigore dove penetra, nonostante la guardia di Manolas e Peres, e spedisce la palla alle spalle di Alisson per lo 0-2.

Lo smacco è grande, lo svantaggio immeritato, il morale sotto i tacchi.

NON ENTRA

Al rientro dagli spogliatoi, il tecnico abruzzese decide di richiamare in panchina Defrel per far spazio a Patrik Schick, per vedere quanto il ceco può incidere in una situazione del genere.

La Roma sembra ingranare la marcia giusta quando, al 1′ del secondo tempo, Dzeko riceve un ottimo pallone da Jesus, si gira e conclude, trovando però davanti a sé un attento Sportiello.

Pochi minuti dopo, arriva l’occasione più clamorosa per la Roma, con Schick che vede sovrapporsi per vie centrali Nainggolan, il quale, trovatosi davanti a Sportiello, conclude addosso all’estremo difensore gigliato.

Schick è di nuovo protagonista pochi minuti dopo, quando riceve di testa uno splendido cross di Florenzi, ma colpisce la traversa interna.

Dal successivo corner, i giallorossi collezionano il terzo legno della giornata, con Fazio che si avventa sul pallone, ma fa rintoccare ancora una volta la traversa.

TUTTO IL RESTO E’ NOIA

La Roma termina le proprie cartucce e conduce per i restanti minuti un gioco noioso, compassato, fatto di manovre improbabili, errori tecnici e tattici.

Troppa frenesia, e allo stesso tempo tanta inconcludenza: questa è la Roma di oggi. La fortuna aiuta gli audaci e oggi i giallorossi non lo sono stati, beccandosi anche una buona dose di cattiva sorte.

La situazione si è messa male sin dall’inizio, ma la reazione non è stata quella di una squadra coesa. I cambi forzati di Kolarov e Florenzi sono lo specchio di come la Roma non si possa permetter di attuare un turnover così ampio in certe partite, dato che poi finisce per buttare nella mischia i giocatori che a inizio gara sarebbero dovuti essere preservati.

La Fiorentina di oggi non è stata una squadra irresistibile, dal momento che ha concluso solo due volte in porta, trovando, tuttavia, altrettanti  gol. Neanche dal punto di vista difensivo i viola sono stati il massimo, visto che i giallorossi sono stati capaci di effettuare dodici tiri nello specchio (tre di questi fermati solo dal palo).

L’Inter ora può superare la Roma, dopo aver mancato il sorpasso nel derby e la Lazio può agganciare Dzeko e compagni e arrivare alla stracittadina nella miglior condizione mentale.

Una sconfitta che non ci voleva e che fa rimanere la Roma ancorata ad un fondale fatto di incertezze, paure e ansie, stati d’animo con cui non si potrà sicuramente affrontare nella maniera dignitosa il Barcellona davanti agli 80.000 dell’Olimpico.

 

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