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Presentazione di Santon e Mirante, parla anche Monchi

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Nella giornata odierna si sono svolte le presentazioni di Mirante e Santon, ecco le dichiarazioni dei calciatori; Mirante:

Cosa rappresenta la Roma per questa fase della tua carriera?
“Rappresenta un punto d’arrivo importante per me, ma anche un’ambizione e un confronto con una squadra importante. Ho fatto il settore giovanile in una squadra importante, ci arrivo a un’età matura. È motivo di soddisfazione, ma anche di voglia di lavorare, devo confrontarmi con un valore superiore. Sta a me dimostrare di valere questa società e questa squadra”.

Cosa significherà sapere che accanto c’è un grande portiere come Alisson?
“Nulla, tranne la domenica. Qui ci sono tante partite, nelle grandi squadre ci vogliono due portieri forti, pronti. Credo che il mio atteggiamento non debba cambiare, credo che il mio ruolo debba condizionarmi a fare ancora meglio, sarà ancora un po’ più difficile. Per me cambia poco e nulla, come ho detto prima vengo con una grande voglia, dai primi giorni che sono arrivato qua ho visto che questa mentalità c’è e per me è un buon momento per arrivare alla Roma”.

Come descriveresti Savorani?
“Sicuramente i miglioramenti dei portieri che sono passati da qui sono sotto gli occhi di tutti. Pretende tanto, è esigente, ma allo stesso tempo dà grande attenzione alla tecnica. Credo che sia la base di ogni grande portiere, la crescita di Alisson ne è la conferma. Sicuramente ha avuto un grande impatto su di me, sia a livello tecnico che personale. Sta a me farmi trovare e mettermi a sua disposizione, il mio approccio sarà la disponibilità verso di lui”.

In varie fasi sei stato vicino alla Roma…
“C’era stata una piccola cosa quando fallì il Parma, poi c’era stata qualche chiacchiera la scorsa estate. La cosa più concreta era quella di questa sessione, una cosa che ho subito colto al volo, è una grande opportunità. Una cosa che, appena ho avuto la sensazione che si potesse fare, ho voluto fortemente. È stata la prima cosa che è capitata in questa sessione, non ho atteso altro”.

Qualcuno ti ha colpito in modo particolare?
“La cosa che mi ha colpito è la mentalità. Ha avuto un grande atteggiamento, un grande impatto. Se parliamo dei singoli, nei giovani c’è qualità. La Roma ha lavorato benissimo anche in prospettiva. I giovani sono pronti fin da subito, impressiona il fatto che questi ragazzi sono un passo avanti, riescono a essere competitivi”.

Nello scambio con Alisson, cosa ti senti di potergli trasmettere?
“Non lo so, guardando quello che ha fatto credo poco e niente. In me potrà trovare un compagno con cui confrontarsi, con tanta esperienza in Serie A, dubito che ne abbia bisogno ma ci sono momenti in cui c’è bisogno di una spalla e posso esserlo. Allo stesso tempo ho 35 anni ma non è sinonimo di vecchiaia. So quello che devo fare qua, so anche che devo lavorare per la Roma e questo mi fa avere l’ambizione di lavorare bene”.

Santon:

Per te cosa rappresenta la Roma in questo momento?
“Rappresenta un motivo di rinascita, di riscatto. Sono venuto qua per dimostrare a tutti quanto posso dare”.

La partita della vita la giocheresti come terzino destro? Che spazio pensi di ritagliarti?
“Penso che alla Roma ci siano grandi giocatori come Florenzi e Kolarov. Posso fare entrambi i lati, non ho preferenze. Quello che devo fare è allenarmi forte e con la voglia di tornare quello che ho mostrato di essere in passato, poi deciderà il mister. Posso assicurare che sono qua per dare il massimo, spero di ritagliarmi un posto importante”.

Mancini ti ha riportato all’Inter, con la Roma puoi tornare in nazionale?
“Certamente. Reputo Mancini un bravo allenatore, merita di stare dov’è. Quello che ho sempre pensato è che la cosa più importante è fare bene nel club dove giochi. La convocazione in nazionale è un premio per quello che fai con la tua squadra. Se le mie prestazioni saranno all’altezza, magari tornerò in nazionale”.

Hai avuto un rapporto complicato con i social. C’è stato qualcosa di sbagliato, ti aspetti qualcosa di migliore dai tifosi della Roma?
“Il rapporto con i tifosi dell’Inter è una cosa passata, ci sono state incomprensioni, però sinceramente ho già dimenticato tutto. Coi tifosi della Roma è stato un bell’approccio, ovviamente non so se tutti son felici, se non son felici, sono stato molto contento. Specialmente ieri mi ha fatto piacere aver fatto il primo allenamento davanti a loro, mi hanno applaudito. Si vede che per loro la Roma è una cosa che va oltre qualsiasi cosa, mi fa molto piacere. Quello che posso dire è che proverò a dare tutto me stesso, spero di dimostrarlo sul campo”.

Che rapporto hai avuto con Spalletti?
“Sempre buono, abbiamo sempre parlato con massima sincerità. Nient’altro. È un allenatore che ha lavorato bene, mi sono trovato bene, ci sono state delle situazioni che mi hanno portato a questo cambiamento. Sono contento di essere qua, avrò modo di conoscere mister Di Francesco, in questo inizio di ritiro sta procedendo tutto molto bene”.

Due anni fa hai dichiarato di non poter giocare ogni tre giorni, la situazione è cambiata?
“Mi ritengo un giocatore che può giocare tutte le partite, anche ogni tre giorni. Come altri, ho avuto degli interventi al ginocchio e ogni tanto devo stare attento, non vuol dire saltare una partita, ma magari se c’è un doppio allenamento devo riposare il pomeriggio. Ma il ginocchio sta bene, mi sento bene, se dovessero esserci necessità di fare 2-3-4 partite ogni 3 giorni non c’è problema”.

La Roma ti aveva già cercato?
“Sinceramente sì, c’era stato qualche contatto quando ero in Inghilterra, quando sono tornato all’Inter e questa volta”.

Monchi:

Siamo qui per la presentazione dei due giocatori. Non hanno bisogno di presentazioni, sono conosciuti. Giocatori voluti da me, abbiamo la fortuna di averli qui. Per questo siamo contenti. Siamo pronti per rispondere alle domande”.

Cosa può portare Mirante alla Roma?
“Tanto. Ha fatto un percorso nel calcio italiano, cercavamo un portiere che trasmettesse fiducia. Siamo contenti e convinti di aver fatto una buona scelta”.

Cosa si aspetta da Santon?
“Ho sempre un pensiero nella mia forma di lavorare, credo che il giocatore non dimentichi mai come si gioca. A volte non ha il posto che serve per far uscire quello che ha dentro, a volte è bene cambiare. Sono convinto che un giocatore come lui, che ha fatto il Triplete, possa ritrovare la sua strada. Son contento”.

Ha letto l’intervista a Sabatini? Su Alisson dice che andrà via per 70 milioni. C’è anche il Liverpool?
“Ho letto l’intervista, ho l’abitudine di leggere tutto. Scherzando, come lui lo ha portato, lui sa più di me quello che vale. Sappiamo i movimenti degli altri club, ma a volte le informazioni non sono vere. Non c’è nessuna novità. Immagino che tutte le squadre che stanno uscendo stanno cercando un portiere. Lui è un portiere forte, oltre a questo non posso dire di più. Per Walter ho un grande rispetto, per quello che ha fatto e la sua romanità”.

Florenzi, le cose sono migliorate?
“È vero che i contatti con Lucci sono più frequenti e anche io sono più fiducioso. Ma ancora manca qualcosa. Se la settimana scorsa ero meno fiducioso, ora lo sono di più. Serve lavorare, i contatti sono più frequenti”.

Nella ricerca dell’esterno alto a destra, Berardi è una possibilità?
“Abbiamo Cengiz, Kluivert, Defrel, Perotti, El Shaarawy, Antonucci, Patrik può giocare lì. Per questo penso che una volta dobbiamo valorizzare quello che abbiamo e parlare meno di quello che potrebbe arrivare. Se devo rimanere così sono contento, ma guardando le opportunità di mercato fino alla fine. Abbiamo calciatori forti, fortissimi”.

Per Ziyech ci sono altre trattative e si può pensare che la Roma abbia mollato la presa. È cambiato qualcosa?
“Penso che posso risponere come prima. Coric, Cristante, Pellegrini, Strootman, Zaniolo, Pastore… sono 9 centrocampisti, 10. Non sono contento, di più, per quello che abbiamo oggi. Non parliamo di questo ruolo, cerchiamo di capire chi è il più forte. Guardiamo oggi a quello che abbiamo qui in rosa”.

Nell’eventualità in cui la Roma si trovasse costretta a cedere Alisson, il primo nome resta Areola?
“La volontà di vendere Alisson dipende dalla Roma, che valuta sempre quello che arriva e decide prima di tutto per il bene della Roma. Non voglio parlare di sostituti, perché penso ancora che Alisson non sia uscito. Se arriverà il momento, ci penseremo. Non voglio pensare ad altre cose. Deadline l’inizio del ritiro USA? Tutto ha un tempo, se il 5 agosto alle 3 di notte… tutto ha un tempo. Leggendo la stampa, quando esco da qui ho 3-4 chiamate da Inghilterra e Spagna, anche Germania. Quando avete sentito i tedeschi, magari vi siete distratti”.

La situazione di Gerson? Cosa gli serve, in caso dovesse rimanere, per valorizzarsi?
“La fiducia della società in Gerson è massima. Ma abbiamo pensato che per la sua crescita, la possibilità di giocare tante partite in fila gli manca. Per la competenza che ha è difficile. Stiamo lavorando col ragazzo per trovare la strada più giusta, pensando che è un giocatore forte”.

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