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Perché Ti Amo

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Che mal di pancia che mi fa.

Manca poco e la mia Roma gioca con il Liverpool. Non inserita in contesto alcuno questa affermazione vi farà storcere il naso. Cosa c’è di strano? Una partita internazionale.

LA partita internazionale.

Prendo voce e la intono meglio “Manca poco e la mia Roma gioca la semifinale di Champions”.

Adesso suona meglio, molto meglio. Per dare enfasi ho strillato e me ne accorgo visibilmente.

Il mio amico fa una faccia come a dire “che te strilli?!”.

Mi accorgo che pure Mimmo se n’è accorto che ho strillato.

Mimmo: mamma mia.
Se quel negozio potesse parlà. Fa il fioraio da trent’anni e prima di lui suo padre. Romanista sfegatato. Se gli chiedevi perché tifasse Roma ti rispondeva che non si può spiegare. E tutte le domeniche sera chiudeva baracca, tirava già la serranda e si chiudeva con i suoi amici di sempre a sentirsi le partite della Roma. Per lo stadio non aveva i soldi, ci andò solo una volta nella sua vita.

Un Roma-Liverpool. So passati trent’anni. Mo’ suo figlio ha preso il suo posto. Al tempo era un pupo.

L’ho visto Mimmo rabbrividire. Si gioca una semifinale di Champions. Eppure sapeva benissimo che non saremmo passati col Barcellona. L’aveva scritto grosso così fuori dal negozio: “oggi la Roma esce dalla Champions ma chiudemo alle sei perché devo annà allo stadio”.
E lì pe poco ce moriva. Non ha aperto per tre giorni, tranne la notte dopo Roma-Barcellona. Ha aperto. Ha aperto, ha chiamato quei 5-6 amici di sempre e se so bevuti una birretta tutti insieme, perché non c’è niente di meglio de vivese la Roma con chi vive de Roma.

Sono ancora in fila.

Sono in fila dalle 20, sono le 23. Domattina aprirà questa dannata serranda e finalmente potrò vive. Sono in piedi da tre ore e me ne faccio altre dieci volentieri. Il dolore non lo sento. Non lo sento per niente. Stanotte è pure mia.

Me lo ricordo quando ho preso le pallonate in faccia. Molto spesso sapevo avrebbe piovuto, ma c’ho sperato sempre. Me so preso l’acqua ed è per questo che c’ho i brividi. In piedi coi brividi. In piedi fra altre 300 persone. E lo so che ce ne ho davanti tante. So quasi sicuro che domani lo sentirò: “so finiti, tornate a casa”. Ma io rimango fino a domani. Perché Ti amo.

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