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NOTTI COME QUESTA

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Se è vero che le notti di Champions sono fatte per sognare, noi non vogliamo più svegliarci.

La Roma accede ai quarti di finale, e si presenta al tavolo delle migliori 8 squadre d’Europa.

La Vittoria di una squadra fatta da uomini, che con il cuore, la voglia, e l’immenso sostegno del popolo giallorosso, sono riusciti a rendere la serata di ieri, un ricordo indelebile per le menti di chi l’ha vissuta.

Un’atmosfera da Champions

Circa 45 mila tifosi a riempire gli spalti dell’Olimpico.

Il tifo giallorosso risponde presente, ancora una volta, alla chiamata della squadra e soprattutto alla richiesta del Mister.

Impossibile negare che il supporto venuto dagli spalti non abbia dato una spinta in più agli 11 in campo, e ogni giocatore nel post-partita ha sottolineato come sia stato importante giocare in un ambiente così caloroso.

Da prima del fischio d’inizio, e per tutti i 90 minuti, il sostegno è stato incessante ed ogni tifoso è tornato a casa sapendo che un pezzetto di quella qualificazione era anche suo.

Sebbene la squadra sul campo abbia meritato il pass per i Quarti, il pubblico questa sera ha dimostrato di essere da finale.

Inizio Timoroso

22 secondi sul cronometro e c’è già il primo tiro in porta, seppur debole, di Dzeko, che fa ben sperare per una Roma scesa in campo con il piglio giusto.

Eppure per il primo quarto d’ora è  lo Shakhtar a tenere il pallino del gioco, fraseggia con palloni rasoterra e cerca di sfondare sulla fascia sinistra con la classe di Bernard e le continue sovrapposizioni di Ismaily.

La squadra giallorossa sembra più preoccupata a non subire gol piuttosto che cercare di creare azioni di gioco fluide, il pressing è fatto in solitaria molto spesso dai soli Dzeko e Nainggolan, senza sortite alcun effetto.

Con il passare dei minuti la Roma alza il baricentro e costringe più volte il portiere Pyatov a mettere la palla in fallo laterale.

Comunque non si creano pericoli troppo evidenti, tanto che il migliore per distacco è l’Argentino Fazio, che esce più volte in anticipo e cerca di scuotere la squadra.

Anche il Turco Under sembra meno brillante del solito, condizionato  dalla non perfetta forma fisica, molto spesso cercato con dei lanci che però lo pescano costantemente in fuorigioco.

Nonostante le diverse sgaloppate di Kolarov sulla fascia, le occasioni da gol continuano ad essere assenti.

Unica azione degna di nota della prima frazione di gara è la veronica di Florenzi per liberarsi di due avversari, che ricorda a chi se lo fosse dimenticato, che oltre a 4 polmoni il numero 24 della Roma è dotato di una tecnica niente male.

Si ritorna negli spogliatoi speranzosi che nel secondo tempo il registro possa cambiare, e che possa esserci la giocata che muti l’inerzia della gara.

Questo è er gioco e Roma ve lo ‘nsegna

Minuto 52 della ripresa, Kolarov si trova la strada bloccata ed è costretto a giocare il pallone in appoggio su Kevin Strootman, l’Olandese di prima, innesca Dzeko con una verticalizzazione figlia della filosofia Di Franceschiana, che ai più nostalgici, avrà fatto rivenire in mente l’assist con cui Totti aveva lanciato al gol proprio il Bosniaco nella gara contro il Crotone.

Il giocatore del momento, il nostro  9, si presenta davanti a Pyatov e lo batte con una freddezza degna dei numeri che lo stanno accompagnando in quest’ultimo periodo, per poi andare a festeggiare insieme ai compagni con un’esultanza delle più belle.

 

La partita della Roma cambia inevitabilmente da quel momento, il pubblico è in stato euforico, Di Franscesco predica calma, e i giallorossi iniziano ad imporre il proprio predominio.

 

De Rossi, fa da diga davanti alla difesa in modo autorevole, Manolas sradica il pallone a chiunque voglia avvicinarsi troppo ad Alisson, e Nainggolan macina kilometri come ad una maratona, la squadra gioca in modo compatto ed unito, ed è per questo che la partita si chiuderà con il numero 1 brasiliano che non dovrà fare nemmeno un intervento.

Al 78′ minuto Dzeko scappa alla difesa Ucraina e, per impedire il 2-0, Ordets non può che tirarlo giù, intervento che gli costa gli spogliatoi anticipatamente, e regala alla Roma ancora più fiducia che quel risultato si porterà a casa.

La partita finisce con un briciolo di sofferenza che è nel nostro DNA, e la Roma realizza il proprio Sogno.

Migliore e Peggiore

Edin Dzeko : Chiamato a gran voce da tutti, risponde presente, la sua partita inizia in solitaria a rincorrere la melina che la difesa dello Shakhtar fa per buona parte del primo tempo. Oltre al gol che certifica la sua grande vena realizzativa, lotta, rincorre gli avversari, procura l’espulsione, esce prendendosi la standing ovation, ed è così generoso da portare tutti a fine partita alla gelateria di Schick.

Facundo Ferreyra: D’accordo la rabbia agonistica, ma spingere un giovane raccattapalle, per recuperare un pallone dopo l’espulsione del difensore Ucraino, è assolutamente da punire, a maggior ragione dopo che il loro portiere per tutto il corso del primo tempo effettuava ogni rinvio impiegando più del necessario.

Prospettive e Ambizioni

L’attenzione adesso è rivolta a venerdì 16, quando si scoprirà l’avversario della Roma.

Il Siviglia di Montella apparentemente il più abbordabile, il City di Guardiola la squadra da evitare, in mezzo la Juventus che provoca pareri discordanti.

A prescindere da ciò che sarà, quest’anno la Roma ha dimostrato di essere una realtà concreta in Europa, e nessuno riuscirà a sminuire ciò che di buono è stato fatto.

E che nessuno si svegli.

 

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