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L’analisi tattica di Roma-Inter.

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È andata in scena ieri all’Olimpico di Roma una grande partita, fra due squadre che sono scese in campo per vincere, mostrando molte soluzioni in fase offensiva ma anche diversi problemi difensivi.
L’Inter nel primo tempo ha cercato soprattutto le ricezioni ai lati e alle spalle dei centrocampisti della Roma, con le due mezzali tecniche, Borja Valero e Joao Mario, messe lì per tenere alta la squadra, abbassare la Roma e servire Icardi o le ali, brave a tagliare sempre dentro.
La Roma dal canto suo ha aggredito bene l’Inter, basandosi molto sull’intensità e l’aggressività nel pressing di Zaniolo e Florenzi, che indirizzavano bene la pressione tenendo corta tutta la squadra. Di richiamo la linea difensiva ha quasi sempre messo in fuorigioco Icardi.
Nel secondo tempo la Roma ha creato molto gioco sul lato destro del campo, dove Keita non tornava con costanza, lasciando Asamoah in balia di Under, Santon e Zaniolo, quando questo si associava su quel lato. Under è stato spesso libero di ricevere la palla nel mezzo spazio, e da lì nasce il gol del pareggio.
Nel miglior momento dei giallorossi è arrivato il nuovo vantaggio dell’Inter: Icardi stacca indisturbato fra Manolas e Jesus. Molto strano l’assemblamento di così uomini sul primo palo, mentre Icardi riusciva a prendere il tempo alla difesa giallorossa e a segnare. La Roma però non si è disunita, ha continuato a macinare gioco, e ottenuto il rigore anche in questo caso su palla inattiva (il tocco di Brozovic arriva sugli sviluppi di un angolo)
Una grande partita, con intensità da Premier League, preparata dai due allenatori più per offendere che per speculare sul risultato. Rammarico per la Roma, per gli episodi arbitrarli, ma anche per il livello di gioco generale raggiunto, adesso la squadra di Di Francesco dovrà fare bottino pieno contro Cagliari e Genoa se vuole riaccendere le speranze di quarto posto.

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