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L’analisi di Udinese-Roma: siamo alle solite.

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Una brutta Roma cade sul campo della nuova Udinese di Davide Nicola, che intelligentemente per risollevare una squadra che aveva ottenuto un punto in otto partite, ha prima di tutto sistemato il reparto difensivo, ergendo un vero e proprio muro con una difesa a cinque molto bloccata. Se da una parte c’era una difesa compatta che non ha mai lasciato spazi agli avversari, dall’altra forse per Di Francesco sarebbe meglio intervenire in un reparto che da inizio stagione fa acqua da tutte le parti. È questo un grande limite di quest’anno della Roma, che negli anni passati si è messa in mostra per i pochi gol subiti, ma che quest’anno non riesce a chiudere una partita con la porta inviolata e arrivati a questo punto non si può più usare l’alibi della partenza di Alisson. Nel complesso comunque la squadra capitolina non ha meritato la sconfitta, considerando che nella prima frazione di gara ha creato molte occasioni seppur poco nitide e ha avuto la bellezza del 77% del possesso palla. I friulani però non hanno mai mollato e alla prima vera palla gol sono riusciti a passare in vantaggio grazie al solito De Paul, che complice la dormita dei difensori romani penetra in area e batte Mirante con un tocco sotto.
Nel finale oltre alle conclusioni centrali di El Shaarawy e Zaniolo bloccate facilmente da Musso, la Roma non crea altre grandi occasioni e l’Udinese conquista così tre punti molto importanti in ottica salvezza. Per quanto riguarda i giallorossi la sconfitta riporta alla luce molti dubbi oscurati dalla Champions e dalla vittoria roboante contro la Sampdoria. Sul banco degli imputati sicuramente alcuni giocatori, uno su tutti Patrick Schick, che nonostante alcuni segnali di ripresa, rimane ancora un giocatore che oltre a escludersi dal gioco aiuta poco i compagni.
Discorso diverso per alcuni giocatori che invece sono penalizzati dalla collocazione tattica come Cristante, che ancora una volta ha dimostrato di essere in grande sofferenza in un centrocampo a due che proprio non si addice alle sue caratteristiche di incursore, mentre Kluivert allo stato attuale sulla fascia destra non riesce a rendere come a sinistra, dove invece è sembrato in grande spolvero nella gara di Champions League contro il CSKA. La Roma ha bisogno ancora una volta di ripartire da capo, cominciando magari dalla difesa e non dall’attacco, sopratutto perché martedì arriva Il Real Madrid, che nonostante la sconfitta contro l’Eibar rimane una delle squadre più forti al mondo.

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