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L’analisi di Roma-Sassuolo.

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La Roma da dei segnali di ripresa evidenti nella gara casalinga contro il Sassuolo. La squadra di Eusebio Di Francesco ha messo molta più intensità ed attenzione nel pressing, non facendo l’errore ormai classico di uscire dalla gara.

In fase di non possesso la Roma alzava il trequartista e la punta sui due centrali del Sassuolo, indirizzando la pressione verso i terzini con gli esterni offensivi. La squadra di De Zerbi era così obbligata a lanciare lungo. Nei duelli aerei, per ovvi motivi, la Roma ha avuto una marcia in più e riconquistato più palloni.

I giallorossi hanno attaccato spesso la profondità con un’azione che si è ripetuta più volte. Scambi stretti fra Under e Florenzi, scarico alle spalle per il mediano, che poteva verticalizzare attaccando la linea difensiva del Sassuolo, sempre molto alta. È nato così il rigore per i giallorossi, ma anche il gol del 2-0 siglato da Schick.

Anche il Sassuolo ha messo in difficoltà la Roma attaccando la profondità, ma sulla propria sinistra (la destra giallorossa), mettendo molti palloni alle spalle di Florenzi, che doveva correre all’indietro e affrontare in un uno vs. uno Dell’Orco.

Il difetto più grosso dei giallorossi si è visto ancora: troppe volte Berardi, Bourabia, Babacar, Duricic e Brignola hanno trovato spazio alle spalle del centrocampo romanista, anche se sono poi stati molto imprecisi in fase di rifinitura.

In conclusione la Roma ha vinto, per una volta convincendo, proseguendo qualche buona indicazione data dalla gara di Torino. Adesso la trasferta di Parma sarà uno step importante, prima del giro di boa.

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