Home In evidenza L’analisi di Roma-Porto 2-1: la notte (quasi) perfetta di Nicolò Zaniolo.

L’analisi di Roma-Porto 2-1: la notte (quasi) perfetta di Nicolò Zaniolo.

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Sarebbe stato bello dedicare esclusivamente a Zaniolo l’analisi di questo match, nella serata che lo consacra come giocatore italiano più giovane a realizzare una doppietta in Champions League. Purtroppo il fortunoso gol dei Dragões nel finale ci esorta a fare ulteriori riflessioni. Il match tra Roma e Porto ha fatto emergere le virtù e i difetti dei giallorossi. La Roma ha disputato un match accorto, fin troppo, rispettando forse eccessivamente un Porto che ha giocato invece con tranquillità.

A sbloccare il match non poteva che essere Niccolò Zaniolo, ufficialmente astro nascente del calcio italiano e giocatore che merita un posto da titolare in nazionale. In un secondo tempo a inerzia alternata la giocata del classe ’99 è arrivata al momento giusto. Il bis, concesso pochi minuti dopo a seguito di una bellissima giocata di Dzeko, sembrava il preludio a una vittoria tranquilla, con un 2-0 conservato. Tolto il colpo di testa di Danilo, la Roma non aveva rischiato nulla.

Un gol segnato con una fortuna pazzesca, con tiro sbagliato e palla che arriva all’accorrente Adrian, ha un’incidenza non indifferente su una squadra come la Roma, particolarmente umorale e che si abbatte nelle difficoltà. Tolta l’occasione finale di Kolarov (che ha quasi sfigurato Casillas), la Roma si è rintanata dopo la mazzata psicologica. Certi gol così assurdi sono difficili da metabolizzare.

Le scelte di Di Francesco, che ha puntato a conservare il 2-1, faranno sicuramente storcere il naso. Un 2-1 che pone la Roma in una situazione di vantaggio ma che è una manna dal cielo per un Porto che si è ritrovato a segnare per purissimo caso.

Dei Dragões ha impressionato il palleggio (Danilo Pereira fortissimo frangiflutti e Brahimi agilissimo). La difesa ha retto bene, ma ha in Felipe l’anello debole. E proprio sul brasiliano la Roma dovrà puntare al ritorno. Un ritorno che si preannuncia caldissimo, nel quale la Roma dovrà tirare fuori cuore e attributi. Il Dragão rimane uno stadio molto caldo e ci vorranno calciatori con i nervi d’acciaio.

Un elemento che non ha certo paura dei grandi palcoscenici è, appunto, Zaniolo, che partita dopo partita dà ulteriori prove delle sue qualità e della sua versatilità. Un altro uomo chiave sarà Daniele De Rossi, elemento che se giocherà una quindicina di partite fino a fine campionato potrebbe rivelarsi determinante ai fini del conseguimento degli obiettivi della Roma.

Chiosa con l’alterco tra Eusebio Di Francesco e Sergio Conceição, con il portoghese che ha mandato a quel paese il tecnico romanista per un pallone non buttato fuori. Ancora una volta Conceição si dimostra una persona piccola.

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