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IL DERBY DELLA VERITA’

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A Roma, per assurdo, non è stato il principale tema di discussione. Nei bar di Testaccio si è dato spazio ad altro, e non sarebbe potuto essere altrimenti. E’ stata una settimana intensa, di Europa, di sogni realizzati e infranti.

Tuttavia, Roma-Lazio non può mai essere trascurata, non può non avere peso all’interno della settimana che precede e che segue la stracittadina nell’ambito della vita del tifoso. Il derby è sempre quella partita per cui non dormi la notte successiva per la delusione o per la soddisfazione.

Roma-Lazio è Roma-Lazio, è lo scontro atavico tra due modi di pensare, tra due mondi che non si sono mai presi, ma che talvolta hanno finito per collidere. E’ la partita più intensa, il confronto più acceso. Una rivalità eterna, due dimensioni che, seppur nel loro parallelismo, oggi si sfidano per un obiettivo comune: il terzo posto.

NUMERI INGENEROSI

Le statistiche dei derby sono note ai più, ma a noi piacerebbe ricordare qualche numero, giusto per far capire ai lettori due o tre cose su questa sfida: 169 incontri ufficiali finiti in pareggio 60 volte, 45, invece, le vittorie della Lazio e 64 i successi della Roma. Anche il dato sulle reti realizzate recita a favore dei giallorossi, che prevalgono grazie ai 212 gol messi a segno contro i 165 dei cugini. I migliori marcatori della storia della partita, Dino Da Costa e Francesco Totti (11 reti),  sono entrambi ex militanti nella Roma, con l’ex numero 10 giallorosso primatista assoluto in Serie A. Scorrendo la classifica, troviamo Delvecchio (9 gol, Roma), Montella (7 gol, Roma), Volk (7 gol, Roma) e, alla fine, Piola (6 gol, Lazio). Per quanto riguarda la stagione in corso, la Lazio vanta il miglior attacco in campionato (75 reti messe a segno) ma, allo stesso tempo, è la squadra ad aver subito più gol (40) tra le prime sette in classifica.

VALE DOPPIO?

E’ un derby con grandi obiettivi che può essere significativo per il prosieguo della stagione di entrambe le squadre. All’andata fu festa giallorossa, e l’augurio di Di Francesco è che si possa andare in campo con l’intenzione di fare una grande partita.

I titolari ci sono tutti, o quasi. Perotti è ancora in forte dubbio e non partirà dal 1′, affianco a Dzeko si schiererà uno tra Schick e Under. Confermato il modulo usato contro il Barça, con la difesa a tre e con una squadra di riflesso più corta e compatta.

Stessa situazione in casa Lazio, dove si cerca di smaltire la schiacciante e amara sconfitta rimediata contro il RB Salisburgo, che ha causato l’eliminazione a Immobile e compagnia dalla seconda competizione europea. Organico al completo anche per Inzaghi, che deve rinunciare solo a Basta e a Patric.

La differenza nel morale tra le due squadre può sicuramente essere una chiave di lettura della partita ma, tuttavia, il compito della Roma è quello di sopravvalutarsi e di inquadrare quelli che sono gli obiettivi di campionato per tornare a vivere notti magiche come quella di martedì.

L’augurio è quello di poter assistere ad una partita che, seppur colma di storia e di significato, deve restare un incontro calcistico, senza sfociare nell’odio e nella violenza. Mancano poco più di ventiquattr’ore e il respiro comincia già a rarefarsi, l’Olimpico sarà pieno, per regalare un contesto degno della gara. Bandiere al vento, trombe che squillano, daje sempre!

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