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Analisi tattica di Fiorentina-Roma: l’aggancio mancato

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Quando tutto sembrava finito è sbucato capitan Florenzi. E per fortuna della Roma. Il numero 24 infatti riesce a riprendere una gara giocata male dai giallorossi, senza identità e personalità. Di Francesco stupisce tutti, lanciando nella mischia Zaniolo, schierato alle spalle di Dzeko. In mediana Lorenzo Pellegrini è preferito a Cristante, mentre dietro non ce la fa Manolas, al suo posto Jesus.

L’inizio è giallorosso, con Dzeko e Fazio protagonisti nei primi minuti in zona offensiva. Sui piedi del bosniaco, però, l’occasione per sbloccarla, ma il numero 9 da due passi manda alto su un cross di Zaniolo. Il giovane ex Inter è tra i più attivi, ma questo non basta alla Roma. La Fiorentina, infatti, riesce a beneficiare di un generoso calcio di rigore per atterramento di Olsen su Simeone. Deleterio nella circostanza il retropassaggio di Florenzi. Dagli 11 metri in ogni caso trasforma il vantaggio Veretout. I giallorossi reagiscono con il palo di Pellegrini, ma come spesso accade la risposta è priva di fondamenta e risulta inerme. Si va così alla ripresa, e anche nel secondo tempo i capitolini sembrano avere più spazio, ma il gioco latita, e le poche azioni sono frutto del caso. Zaniolo si conferma in crescita, chiamando alla parata Lafont, ma appena la viola accelera per Olsen e compagni sono dolori. Chiesa, infatti, è il più scatenato, e raramente i difensori lo prendono, la mira dei compagni però è meno precisa. Quando la gara sembra pendere per i padroni di casa, ecco il pareggio della Roma: Dzeko serve Kolarov sulla sinistra, il quale fa partire un traversone mal interpretato da Lafont, permettendo a Florenzi di insaccare senza problemi. I minuti finali sono ricchi di emozioni, con Dzeko e Chiesa che provano gli ultimi sussulti, ma alla fine termina 1-1.

Dopo la pessima prova di Napoli, la Roma non brilla nemmeno al Franchi, nonostante qualche flebile passo avanti. La squadra, a tratti, pecca di gioco, identità e personalità. Le trame offensive non sono mai corali, e tutto quel che accade sembra affidato alla Dea Bendata. Il problema più grande è la continuità di prestazione all’interno dei 90 minuti e gli errori sotto porta, che sono stati tanti e alla fine decisivi. Va detto, poi, che il rigore concesso ai viola è più che dubbio, ma i problemi restano. Numeri complicati, ora, per i giallorossi. 16 punti e quarto posto lontano. I nuovi, e i giovani, continuano a non incidere, e le assenze di Manolas e De Rossi, come sempre, si dimostrano decisive in negativo.

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