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Analisi tattica Cska-Roma: narcisi ed efficaci.

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La Roma fa 3 su 3, e si avvicina alla qualificazione agli ottavi di finale grazie ad una prestazione scialba ma consistente nel freddo di Mosca. La squadra di Di Francesco la sblocca ancora una volta con un gol su palla inattiva, poi improvvisamente decide di subire il gioco dei padroni di casa. Il CSKA è una buona squadra, molto tecnica, che a mio parere paga un po’ di inesperienza nei punti chiave del campo, ma che quasi sicuramente sarà un cattivo cliente per chiunque nei sedicesimi di Europa League (qualora la classifica dovesse essere confermata). La Roma ha messo di nuovo in mostra qualche miglioramento in fase di non possesso, aggredendo tutti i giocatori che partecipano alla costruzione dell’azione del CSKA, alzando 5 o 6 uomini in pressione, e tenendo anche la linea difensiva alta.

Con l’uscita di Fernandes per infortunio Goncharenko ha deciso di sovraccaricare il lato sinistro della squadra, il destro della Roma, inserendo Schennikov e mettendolo sulla fascia. L’obiettivo dei russi è quello di giocare su quel lato, per poi provare dei cambi di gioco sul lato destro dove giocava il talentuoso classe ’98 Oblyakov. Anche la Roma ha spostato più spesso l’azione sul lato di Kolarov (anche troppe volte, facendo infuriare più volte Di Francesco)… una scelta che ha pagato, però, perché dal serbo parte il passaggio per Cristante, che controlla male, ma serve Pellegrini in area di rigore. Come vedete Di Francesco insiste da più di un mese, anche in conferenza stampa, sulla formazione di triangoli offensivi… in questo caso Nzonzi gioca da mediano, con Cristante e Pellegrini che giocano qualche metro avanti… 4-2-3-1, 4-3-3 o 5-5-5? I moduli sono solo numeretti… quella che è decisiva è l’interpretazione che i giocatori fanno dei propri ruoli.

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