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Analisi e riflessioni sul cammino della Roma.

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tifosi della roma curva sud roma 27/03/2010 campionato di calcio serie a 2009-2010 roma-inter foto alberto fornasari - tifosi della roma curva sud roma 27/03/2010 campionato di calcio serie a 2009-2010 roma-inter foto alberto fornasari - fotografo: fornasari

La Roma in questi primi 3 mesi di stagione ci ha regalato una corsa economicamente gratuita sulle migliori montagne russe d’Italia. Continui sali e scendi, un percorso altalenante al quale si fa fatica ad abituarsi. In questa metafora viene scherzosamente racchiuso l’andazzo della Roma 18/19, ancora difficile da decifrare data la discontinuità di rendimento ma viva, più che mai, per conquistare gli obiettivi prefissati in estate. Ma prima di aprire un qualsiasi dibattito sulla squadra è doveroso fare una netta, quanto ingiustificabile, distinzione tra le prestazioni offerte in campionato e Champions: apatica, altezzosa e grigia in campionato; spumeggiante, concreta e consapevole nelle notti europee. Come se quell’inno così tanto amato da tutti gli appassionati di calcio divenisse uno stridulo di sirena, aizzando la Roma alla conquista di una qualificazione ormai quasi in tasca; ma come per magia quelle docili note abbagliano le capacità dei giallorossi facendoli inciampare rovinosamente con avversari decisamente alla portata in Serie A.
L’inizio della stagione della Roma è stato senza alcun dubbio disastroso viste le aspettative, ma complice un cammino non così esaltante delle dirette concorrenti al quarto posto, la classifica la si può guardare con un cauto ottimismo. Di fatto sono solo 3 i punti che distanziano le due compagini romane, con uno scontro diretto a favore e due terzi di campionato ancora da giocare.
Nel camaleontico percorso giallorosso Di Francesco è riuscito strada facendo a cambiare le carte in tavola, mettendo da parte il 433 che lo ha accompagnato dagli esordi a Sassuolo fino alla semifinale di Champions dello scorso anno, dimostrando grande duttilità tattica nello sfruttare i giocatori a sua disposizione. Con il conseguente passaggio al 4231 difatti è stato cucito su misura un nuovo ruolo a Lorenzo Pellegrini, il quale impressiona per facilità di interpretazione di entrambe le fasi. Se da una parte abbiamo potuto ammirare le sortite offensive e i colpi di genio del classe ’96, dall’altra stupisce come in un lasso di tempo così ristretto il ragazzo sia riuscito ad entrare in simbiosi con il sacrificio senza palla richiestogli dal mister. Per mia fortuna, a confermare quanto sostengo intervengono i numeri: Pellegrini è il giocatore giallorosso che effettua più passaggi chiave (2,3 a partita) e cross (1,3 a partita) conquistandosi l’etichetta di faro offensivo della Roma. Ciò che colpisce maggiormente però, sono i numeri che descrivono il suo apporto alla fase difensiva: primeggia nella classifica dei contrasti (2,4 a partita), e non sfigura negli intercetti (0,4 a partita) e nei palloni spazzati (1,2 a partita). Numeri che consacrano il numero 7 romano, diventato una delle frecce più pungenti della faretra di Di Francesco.
Oggettivamente parlando, da questa squadra è lecito aspettarsi dei passi in avanti con il passare dei mesi, considerando che buona parte dei giocatori arrivati in estate ancora non si è messa in mostra, chi per problemi fisici chi tattici, facendo ben sperare il mister nell’augurio che nel giro di qualche settimana possa riavere a pieno regime quei ragazzi che ancora non sono riusciti a dimostrare tutto il loro potenziale sotto l’ombra del Colosseo. Il trend in campionato andrà necessariamente invertito, in virtù del fatto che ulteriori passi falsi difficilmente verrebbero perdonati dalle avversarie, consce del fatto che un non raggiungimento della massima competizione europea è sinonimo di difficoltà economiche e di progettazione a lungo termine.

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