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AMARCORD: Juventus-ROMA (2009-2010)

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E’ venerdì e oltre a tornare Roma Crew ON AIR dalle 17.30 torna il nostro consueto appuntamento con la rubrica Amarcord di Roma Crew che quest’oggi ci vede tornare indietro addirittura di 8 anni…
Era il 23 gennaio 2010 di una serata freddissima in quel di Torino e la Roma si presenta allo Stadio Olimpico di Torino al terzo posto: è partita malissimo (due sconfitte nelle prime due giornate hanno portato alle dimissioni di Luciano Spalletti), ma dopo una fase di rodaggio con Claudio Ranieri in panchina i nostri ragazzi hanno cominciato a volare. Burdisso in difesa pare Beckenbauer, De Rossi è una barriera invalicabile, Vucinic-Menez-Totti un trio delle meraviglie.
In più c’è anche Luca Toni, arrivato nel mercato di riparazione.I giallorossi, dunque, si presentano alla seconda giornata di ritorno in piena zona Champions League con due punti di vantaggio sulla Juventus di Ciro Ferrara, che all’andata ci aveva rifilato un pesante 1-3.
Quel sabato sera le cose si mettono male. Dopo un primo tempo piuttosto anonimo, terminato 0-0, i bianconeri passano in vantaggio in apertura di ripresa: torniamo in campo dopo il tè caldo e Del Piero ci punisce al 51′. La Roma sbanda e rischia di incassare la seconda rete, poi torna in carreggiata e pareggia il conto al 68′ grazie a Totti, su rigore. È il primo gol del capitano in casa della Juventus. Quello che succede nei minuti finali è pura magia, estasi romanista allo stato puro.
Tanto per cominciare, all’83’ la Juve resta in dieci per l’espulsione di Buffon, autore di un fallo da ultimo uomo proprio su Riise. Con un giocatore in più, la Roma si libera e chiude la partita in attacco. Nonostante gli sforzi però il gol non arriva e al 93′ il risultato di parità pare ormai scritto. In chiave terzo posto, tutto sommato un punto a Torino in rimonta non è da buttare, invece Ranieri in panchina sente aria di colpaccio, vede che i giocatori della Juve non ne hanno più e si sbraccia invitando i suoi a rischiare, a salire. La mossa a sorpresa è l’avanzamento di “Thunderbolt” (che in inglese significa fulmine) Riise in attacco. Quello è lo scacco alla Signora. Il perché è chiaro quando Pizarro sradica il pallone dai piedi di Diego, a centrocampo, e si avvicina all’area di rigore juventina dalla destra, Riise, dalla parte opposta, è già pronto a colpire, lasciato completamente solo da Candreva (sì, proprio lui).
Il cross del Pek è calibrato alla perfezione: Riise, da bomber esperto, salta altissimo e di testa indirizza il pallone sul secondo palo, dove il portiere Manninger non può arrivare. È fatta! I mille tifosi arrivati da Roma, sfidando il gelo e le autostrade bloccate a causa del maltempo, fanno festa con la squadra: vincere così, nel recupero, contro una rivale storica, è una gioia che scalda il settore.
Roma ha vinto!
E sarebbe anche ora che tornasse a farlo di nuovo in quella città, contro quei colori….
Forza Forza la ROMA!

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