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A TESTA ALTA

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Leggendo solamente il tabellone del Camp Nou, si penserebbe che da salvare ci sia ben poco, eppure, guardando la partita, il 4-1 non può essere risultato più bugiardo.

D’accordo, giocare in casa dei marziani ed uscirne con le ossa rotte può essere una possibilità, ma ciò che ha messo in campo la Roma non ha fruttato quanto si sarebbe meritata.

Le Scelte

Di Francesco sorprende tutti, non schierando una formazione che, causa le assenze di Nainggolan e Under, sembrava scontata; il tecnico Abruzzese opta per una corsia di destra del tutto inedita, Bruno Peres dietro, Florenzi davanti, per cercare di mantenere una buona solidità in fase di non  possesso.

Scelta conservativa anche quella di Valverde che nel suo 4-4-2, schiera S.Roberto come esterno di centrocampo, tenendo il più offensivo Dembele in panchina, mostrando come ci sia rispetto per l’avversario.

La Dea Bendata veste Blaugrana

La Roma scende in campo propositiva, mantenendo fede alla propria idea di calcio, pressing alto, squadra corta e linea difensiva pronta per salire mettendo in fuorigioco gli attaccanti avversari.

18 minuti sul cronometro, e Rakitic colpisce un palo dopo una grave incomprensione tra Pellegrini e Perotti, che regalano una clamorosa  occasione al centrocampista croato, il legno colpito sembra di buon auspicio, ma il conto che verrà pagato a fine gara non potrebbe essere più salato.

Al 38′ minuto la ruota gira -per poi non muoversi più- e il Barcellona trova il gol del vantaggio con un fraseggio nello stretto iniziato da Iniesta che cerca Messi, ma trova De Rossi, il quale lanciato in spaccata per intercettare il pallone, fa partire un diagonale imparabile per Alisson, che finisce all’angolino.

Termina così un primo tempo che, diversamente da come ci si potesse aspettare non ha visto un dominio Blaugrana, con la Roma che più volte è riuscita a tenere botta, e a sfruttare qualche ripartenza rendendosi pericolosa.

Partenza sull’acceleratore per i giallorossi in avvio di ripresa, con Perotti che si divora il gol del pari, mandando a lato il suo colpo di testa a pochi passi da Ter Stegen.

Passano solo dieci minuti e il Barcellona raddoppia, con un’azione che ha dell’incredibile, cross teso di Rakitic al centro dell’area di rigore, Manolas anticipa Umtiti, il pallone colpisce il palo, ritorna sulla gamba del Greco e varca la linea di porta.

La Roma subisce il contraccolpo psicologico e prende la terza rete in contropiede, dopo il grande intervento di Alisson su Suarez -lasciato troppo solo- la palla si presenta sui piedi di Piquè, che a porta vuota non può sbagliare.

Arriva la reazione di stizza e di rabbia giallorossa che riesce, dopo due interventi miracolosi di Ter Stegen, a trovare il gol con Edin Dzeko che riceve un bell’assist al centro da parte di Perotti, controllo e tiro, la Roma riaccende le speranze.

A tre dal termine, Gonalons stoppa in area un pallone decisamente da spazzare via, regalando un assist a Suarez, che segna il suo primo gol in questa Champions League.

Il Barcellona vince in modo pesante, la Roma non sfigura, ma non può essere contenta del risultato, quando si gioca contro grandi campioni, la sola prestazione non basta, e se 3 gol li segna la Fortuna, ed il quarto è propiziato dall’assist di Gonalons, giocare 13 contro 11 diventa praticamente impossibile.

Anche l’arbitro decide di prendersi una porzione di scena per sé, gli bastano poco meno di dieci minuti per negare un rigore per un fallo su Dzeko, e altri trenta per segnalare erroneamente un fallo di Umtiti fuori area, se ancora ci sono scettici sul VAR

L’unica recriminazione che può essere fatta alla squadra capitolina è la poca incisività sotto porta, Perotti, Defrel e Florenzi sciupano occasioni che, contro avversari di un certo calibro non è permesso sbagliare.

Non smettere di correre

Dovrà essere questo adesso il modus operandi a Trigoria, c’è ancora un terzo posto da consolidare, e una partita di ritorno da giocare.

Proprio Di Francesco ha sottolineato come Roma-Barcellona, dovrà essere:

“La partita dell’orgoglio, dobbiamo dare tutti noi stessi in un Olimpico che sarà pieno”

Importante sarà non subire nessun crollo dal punto di vista mentale, e affrontare la Fiorentina -Sabato alle 18- per tornare alla vittoria in Serie A.

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